L’intervista pubblicata nel numero di maggio 2026 da Drone Magazine, testata coreana specializzata nel racconto dell’evoluzione dei droni, della mobilità aerea avanzata, dell’AI, della robotica e delle applicazioni industriali nei settori agricoltura, logistica, difesa, costruzioni, delivery e trasporti, si inserisce nel percorso di confronto avviato da Dronitaly con il mercato coreano già nel 2024, anche attraverso i primi contatti e la partecipazione di associazioni coreane alla collettiva organizzata da KOTRA.
Nell’intervista, Nicola Nizzoli è stato chiamato a offrire una lettura qualificata del mercato italiano dei droni professionali: un ecosistema che sta evolvendo dalla sperimentazione verso l’utilizzo operativo, con applicazioni sempre più concrete in agricoltura, logistica, sicurezza, servizi pubblici e attività industriali.
Il dialogo con la testata coreana, Media Partner delle ultime edizioni già confermata anche per l’edizione 2027, rappresenta un riconoscimento del ruolo di Assorpas come voce qualificata della filiera italiana dei droni professionali e di Dronitaly come piattaforma di riferimento per il confronto tra imprese, istituzioni, ricerca e operatori professionali.
Di seguito il testo dell’articolo tradotto in italiano.
La crescita dell’industria italiana dei droni trainata da agricoltura e servizi
Assorpas — Associazione Italiana Light RPAS
Nicola Nizzoli, Presidente
Sangjoon Kim / joon1817@kdrm.kr
Nel pieno della rapida trasformazione dell’industria europea dei droni, l’Italia sta emergendo come un Paese di particolare interesse per il suo ecosistema dei droni orientato ai servizi, centrato su settori come agricoltura e logistica. Più che limitarsi alla vendita di hardware, l’utilizzo dei droni si sta espandendo in applicazioni industriali concrete — tra cui agricoltura, sicurezza e logistica — portando alla formazione di una nuova struttura di mercato che integra settore pubblico e privato.
In particolare, l’Italia ha sviluppato una forte competitività in Europa in termini di regolamentazione, esperienza operativa e utilizzo da parte del settore pubblico, ed è ampiamente considerata un Paese destinato a svolgere un ruolo significativo nel futuro mercato globale dei droni.
Nel numero di maggio di Drone Magazine, abbiamo realizzato un’intervista approfondita con Nicola Nizzoli, Presidente di Assorpas, l’Associazione Italiana Light RPAS, per comprendere lo stato attuale e le prospettive future dell’industria italiana dei droni, così come le opportunità che le aziende coreane dovrebbero osservare con attenzione.
Potrebbe presentarsi brevemente prima dell’intervista?
Mi chiamo Nicola Nizzoli e sono Presidente di Assorpas, la principale associazione di categoria in Italia che rappresenta produttori, operatori, consulenti, piloti, centri di formazione e l’intera catena del valore del settore. Come Assorpas siamo membri di JEDA e io personalmente faccio parte dell’Advisory Board del Politecnico di Milano, del Gruppo Tecnico Permanente UAS di ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, e sono Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di Dronitaly. Sono inoltre partner e Direttore Commerciale di FlyValue, società europea di consulenza aeronautica che opera in modo completo sia nel settore dell’aviazione con equipaggio sia in quello dell’aviazione senza equipaggio.
Potrebbe fornire una panoramica delle tendenze attuali dell’industria italiana dei droni? Apprezzeremmo molto il suo punto di vista sulle caratteristiche chiave che definiscono oggi il settore.
Il mercato italiano dei droni si sta espandendo rapidamente e continua a crescere in modo costante. I settori civili su cui oggi ci concentriamo stanno vivendo un forte sviluppo in tre aree principali: agricoltura, dove i droni sono sempre più utilizzati per monitoraggio, analisi delle colture e attività avanzate di gestione del territorio; sicurezza privata, con un uso crescente dei sistemi aerei per sorveglianza, controllo perimetrale e supporto operativo; trasporto, sia nel settore medico-sanitario, per la consegna di farmaci, campioni biologici e materiali urgenti, sia per il trasporto di piccoli beni.
Il settore sta inoltre sviluppando una forte collaborazione pubblico-privato, nella quale le amministrazioni pubbliche si affidano al settore privato non solo per acquistare droni, ma anche per ottenere servizi operativi, favorendo così un ecosistema dinamico e in rapida evoluzione.
Potrebbe delineare brevemente il contesto regolatorio dell’industria dei droni in Italia ed evidenziare eventuali aree di miglioramento?
In quanto membro di EASA, l’Italia ha pienamente implementato il quadro normativo europeo che regola i sistemi aeromobili senza equipaggio. Questo quadro richiede aggiornamenti e perfezionamenti continui, sia perché le tecnologie alla base evolvono rapidamente, sia perché il mercato dei servizi in espansione introduce continuamente nuove opportunità operative. Purtroppo, le normative attuali sono spesso eccessivamente restrittive e lente ad adattarsi, e questo ostacola la crescita del settore e scoraggia gli investimenti.
Potrebbe spiegare quali settori rappresentano la quota maggiore dell’industria dei droni in Italia e quali aree svolgono un ruolo guida nel settore?
In Italia, agricoltura e logistica stanno rapidamente guadagnando quote di mercato, ma storicamente l’uso di questi sistemi è stato fortemente legato alle attività di rilievo e alle operazioni di emergenza. Nel settore della difesa, gli investimenti stanno aumentando in modo significativo, soprattutto per quanto riguarda i sistemi anti-drone.
Secondo lei, quali forme di cooperazione e quali sfide chiave devono essere affrontate per far progredire ulteriormente l’industria dei droni a livello europeo e globale?
A livello europeo, è essenziale rendere più semplice operare in tutti i Paesi membri EASA in modo rapido e agevole. Anche se le normative sono armonizzate, nella pratica sono spesso ancora necessarie autorizzazioni specifiche da parte dei singoli Stati. Sul fronte del mercato globale, c’è una chiara necessità di partnership più forti, in particolare nelle aree dello sviluppo delle batterie e della disponibilità di piattaforme diversificate, che oggi rimangono troppo dipendenti da un numero molto limitato di produttori.
In quali aree le aziende italiane dei droni dimostrano una forte competitività? Apprezzeremmo anche un suo punto di vista sui loro principali punti di forza.
L’Italia è stata il primo Paese europeo, prima dell’introduzione di un quadro comune dell’UE, a stabilire una propria regolamentazione nazionale sui droni. È stata inoltre la prima in Europa a sviluppare un piano quinquennale di sviluppo aeronautico, riconoscendo l’importanza strategica del settore UAS all’interno della propria traiettoria di crescita più ampia.
L’Italia dimostra certamente una forte competitività nell’utilizzo operativo di questi sistemi, grazie alla sua lunga esperienza e alla grande varietà di servizi sviluppati nel tempo.
Quale importanza ha, dal suo punto di vista, l’industria dei droni in Italia?
L’industria dei droni in Italia è strategicamente importante, economicamente rilevante e sempre più centrale sia per l’innovazione pubblica sia per quella privata. Rafforza le capacità nazionali, sostiene la modernizzazione industriale e posiziona l’Italia come un attore influente nell’ecosistema UAS europeo in evoluzione. L’Italia si sta posizionando come leader in Europa grazie a regolamenti avanzati, tra cui il primo spazio aereo U-space europeo, che supporta operazioni complesse come voli BVLOS, sperimentazioni logistiche e mobilità aerea urbana. Questo evidenzia il riconoscimento istituzionale dei droni come strumenti essenziali per i moderni servizi pubblici.
Quali cambiamenti chiave ha osservato nell’industria italiana dei droni? Apprezzeremmo anche il suo punto di vista sulla direzione futura del settore.
Il settore ha finalmente iniziato a porre solide basi per il proprio sviluppo, diventando sempre più attrattivo per gli investimenti. Il livello di professionalità e formazione è migliorato, rafforzando l’intera catena del valore. Il futuro dipenderà certamente dalla capacità di trasformare i progetti sperimentali realizzati finora in servizi pienamente strutturati: non si tratterà più di casi d’uso isolati, ma di operazioni consolidate e quotidiane.
In quali aree ritiene che le aziende coreane e italiane dei droni possano ottenere le maggiori sinergie? Apprezzeremmo anche sapere se è aperto a tale cooperazione.
Spero sinceramente che possa iniziare un percorso di collaborazione tra Italia e Corea. Dronitaly, in quanto principale evento dedicato al settore, rappresenta un’eccellente piattaforma per favorire tale cooperazione. Le aree più promettenti riguardano lo sviluppo di nuove piattaforme aeree e tecnologie sensoristiche: l’Italia ha una produzione domestica limitata e partnership forti con Paesi che possiedono capacità produttiva e know-how tecnico in questi ambiti sono essenziali.
Quali preparativi dovrebbero fare le aziende coreane per collaborare con le aziende italiane dei droni o entrare nel mercato italiano?
Dovrebbero concentrarsi sull’offerta di alternative ai prodotti che attualmente dominano il mercato, sia in termini di piattaforme UAS sia di payload. L’Italia soffre di una mancanza di opzioni diversificate e, come utilizzatore finale, rappresenta un mercato molto interessante. Siamo il Paese europeo leader in termini di sistemi professionali di droni attivi e operativi.
Potrebbe condividere le sue impressioni sulla partecipazione a Dronitaly 2026?
L’undicesima edizione di Dronitaly nel 2026 è stata ampiamente riconosciuta come l’edizione di maggior successo finora. Per la prima volta, ENAC — l’autorità nazionale per l’aviazione civile — ha avuto un proprio stand espositivo. Numerose aziende hanno partecipato e gli eventi sono stati costantemente molto frequentati. Molte imprese sono riuscite a stabilire partnership e collaborazioni altamente produttive.
Quali direbbe che sono le principali ragioni per cui le aziende coreane dovrebbero partecipare a Dronitaly 2027?
Ci sono molte ragioni, ma il vero valore della partecipazione a Dronitaly risiede nell’opportunità di stabilire collaborazioni reali e sviluppare iniziative commerciali congiunte. È l’unico evento del settore che offre autentiche opportunità di business. Chiunque voglia entrare nel settore — o rafforzare la propria presenza al suo interno — non può permettersi di mancare questo evento.
Infine, se ha ulteriori pensieri o messaggi riguardo all’industria dei droni nel suo complesso, si senta libero di condividerli.
L’Italia rappresenta un mercato in rapida crescita, ma è particolarmente focalizzata sui servizi e ha una forte necessità di trovare partner affidabili e altamente qualificati sia nell’hardware sia nel software. Stabilire relazioni con un mercato in così rapida espansione può essere di grande valore.
Fonte: Drone Magazine / KDRM — www.kdrm.kr
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