Incendi boschivi, in Calabria droni e hub autonomi per il monitoraggio del territorio

La Regione Calabria ha avviato il dispositivo antincendi boschivi 2026. Dal 15 giugno al 15 ottobre, periodo di massima attenzione per il rischio incendi, sono in vigore le prescrizioni regionali su tutto il territorio, incluso il divieto di accensione dei fuochi.

Accanto alle misure di prevenzione e controllo, il piano introduce un impiego strutturato delle tecnologie di monitoraggio aereo. Nella fase più critica della stagione, il sistema regionale potrà utilizzare i dati provenienti da 40 droni pilotati, a supporto delle attività di sorveglianza e presidio del territorio.

L’impiego dei droni si inserisce nel percorso avviato con il progetto “Tolleranza Zero”, che ha introdotto strumenti di controllo aereo e una Control Room dedicata alla gestione delle informazioni. L’obiettivo è individuare più rapidamente le situazioni di rischio e rendere disponibili dati utili alle strutture operative.

Non solo sorveglianza: verso una rete stabile di monitoraggio

La Regione ha presentato l’Operazione di Importanza Strategica “Sistema di monitoraggio e allertamento precoce degli incendi boschivi”, finanziata con 5 milioni di euro nell’ambito del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.

Il progetto prevede circa 50 stazioni hub distribuite sul territorio, progettate per consentire decollo, atterraggio e ricarica di droni automatici e autonomi. I velivoli saranno dotati di sensori termici, strumenti meteorologici e sistemi di comunicazione, con analisi automatizzate tramite intelligenza artificiale e integrazione nel Gemello Digitale regionale.

Il punto centrale è la continuità del monitoraggio. Il drone non viene considerato solo come mezzo da attivare in emergenza, ma come componente di una rete di osservazione capace di acquisire informazioni territoriali, georeferenziarle e renderle disponibili a supporto del coordinamento operativo.

Il dato aereo nel monitoraggio del rischio

Negli incendi boschivi il fattore tempo incide direttamente sull’efficacia dell’intervento. Individuare un principio di incendio nelle prime fasi consente di contenere la propagazione e orientare con maggiore precisione l’attivazione delle squadre a terra e dei mezzi aerei.

I droni possono contribuire al controllo di aree difficilmente accessibili, all’individuazione di anomalie termiche, all’acquisizione di immagini georeferenziate e al monitoraggio dell’evoluzione del fronte di fiamma. Possono inoltre supportare la verifica dopo lo spegnimento e la mappatura delle superfici percorse dal fuoco.

In questo quadro, l’integrazione tra dati territoriali, sensoristica e piattaforme digitali diventa parte del processo operativo. Il valore del drone non dipende solo dalla capacità di osservare dall’alto, ma dalla possibilità di produrre informazioni leggibili, aggiornate e utilizzabili da chi deve intervenire.

Dall’osservazione alla gestione dell’informazione

Il passaggio più rilevante riguarda la trasformazione del monitoraggio aereo in un sistema informativo continuo. Prima dell’emergenza, i dati raccolti possono contribuire a individuare aree sensibili, punti di vulnerabilità e condizioni territoriali da presidiare con maggiore attenzione.

Durante l’evento, immagini, termografie e coordinate georeferenziate possono aiutare a ricostruire lo scenario in tempo reale: posizione del fronte, presenza di punti caldi, direzione di propagazione, accessibilità delle aree e prossimità a infrastrutture o centri abitati.

Dopo lo spegnimento, il monitoraggio termico può supportare la verifica di eventuali focolai residui, mentre la mappatura dell’area interessata consente di documentare l’evento e aggiornare le basi informative utilizzate per la prevenzione futura.

Il tema, quindi, non è il singolo volo del drone. È la continuità del dato: ciò che viene rilevato prima dell’incendio orienta la prevenzione; ciò che viene acquisito durante l’emergenza supporta il coordinamento; ciò che viene misurato dopo l’intervento migliora la lettura del rischio nelle stagioni successive.

Dal dato alla risposta operativa

Un sistema di monitoraggio produce valore solo se le informazioni raccolte entrano in un sistema con responsabilità definite, procedure condivise e canali di comunicazione già attivi. Per questo il piano regionale richiama anche il ruolo delle amministrazioni locali, delle strutture operative e dei cittadini.

I Comuni presidiano il territorio e applicano le misure di prevenzione. Le strutture operative gestiscono allerta, intervento e coordinamento. I cittadini contribuiscono attraverso comportamenti corretti e segnalazioni tempestive, anche tramite strumenti digitali come il portale “Difendi Ambiente”.

Droni, sensori, Control Room e piattaforme digitali rafforzano questa organizzazione, ma non la sostituiscono. La loro efficacia dipende dalla qualità dei flussi informativi: chi acquisisce il dato, chi lo valida, chi lo riceve, chi lo utilizza e in quali tempi può trasformarlo in azione.

È su questo passaggio che si misura il valore operativo della tecnologia.

Droni, sensori e piattaforme digitali

Il piano regionale evidenzia un passaggio rilevante per l’impiego professionale degli UAS: il drone è efficace quando è parte di un’architettura operativa.

La prospettiva degli hub autonomi, l’utilizzo di sensori termici, l’integrazione con strumenti meteorologici, intelligenza artificiale e Gemello Digitale indicano un’evoluzione del monitoraggio degli incendi verso sistemi più continui, strutturati e orientati alla decisione.

Per il settore UAS, il tema non riguarda solo la piattaforma di volo. Riguarda l’intera catena del dato: raccolta, trasmissione, analisi, sicurezza, coordinamento e utilizzo dell’informazione nei processi decisionali.

Il confronto tecnico sviluppato a Dronitaly

L’impiego dei droni nelle attività di prevenzione, monitoraggio e supporto operativo negli scenari antincendio è stato affrontato anche a Dronitaly 2026, attraverso contributi scientifici, istituzionali e operativi, che concordano sul considerare il drone non uno strumento isolato, ma una componente di sistema nella lotta agli incendi.
La sua efficacia dipende dalla qualità dei dati raccolti, dalla loro integrazione con le sale operative, dalla definizione delle procedure e dalla capacità di supportare decisioni rapide e verificabili.

Il piano della Regione Calabria rappresenta un’applicazione coerente con il confronto sviluppato a Dronitaly: prevenzione, monitoraggio, coordinamento e verifica post-evento non sono fasi separate, ma parti di un unico processo operativo in cui gli UAS possono contribuire in modo stabile alla gestione del rischio ambientale.

Nella sessione CNR dell’11 marzo, dedicata alle soluzioni agro-forestali, il programma ha incluso casi d’uso relativi alla valutazione del rischio incendi, alla mappatura catastale degli areali, all’analisi biofisica del combustibile forestale tramite UAV LiDAR e al monitoraggio forestale multitemporale da drone. Il focus è sulla conoscenza preventiva del territorio: struttura del bosco, distribuzione del combustibile, aggiornamento delle informazioni utili alla pianificazione.

SCARICA LE PRESENTAZIONI CNR

Il 12 marzo, nel convegno ISPRA/SNPA, l’intervento dei Vigili del Fuoco ha approfondito l’impiego dei SAPR nelle emergenze complesse, con riferimento alla cooperazione, al coordinamento e al supporto alle decisioni. Tra gli scenari citati compaiono incendi di interfaccia, supporto al DOS-DTS, monitoraggio notturno del fronte fiamma e individuazione di hotspot. Il tema centrale è l’utilizzo del drone per aumentare la consapevolezza situazionale e ridurre l’esposizione al rischio degli operatori.

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Il 13 marzo, il convegno AERSPO ha approfondito il supporto aereo nelle operazioni antincendio, con attenzione a ricognizione, monitoraggio e coordinamento tramite aeromobili manned e unmanned, dal rilievo iniziale alla chiusura del task operativo. L’approccio proposto mette al centro l’integrazione tra mezzi in volo, immagini live, telemetria, sensori e sale operative.

SCARICA LA PRESENTAZIONE AERSPO

Fonti della notizia

ANSA Calabria – Al via il piano antincendi della Regione, fino a 40 droni operativi

Regione Calabria – Istituzioni e territori uniti per il contrasto agli incendi boschivi

PR Calabria – OIS Allerta Precoce Incendi

ReggioTV – Antincendio boschivo, al via in Calabria il dispositivo regionale 2026: fino a 40 droni operativi durante l’estate