Il monitoraggio del territorio sta entrando in una nuova fase: non più singole tecnologie impiegate in modo separato, ma sistemi integrati in cui droni, satelliti, sensori e intelligenza artificiale lavorano insieme per trasformare grandi quantità di dati in informazioni operative.
È un’evoluzione che riguarda da vicino ambiente, infrastrutture, sicurezza e gestione del rischio. Dalle discariche abusive al controllo di ponti e viadotti, la sfida è la stessa: individuare prima le criticità, verificarle con rapidità e supportare decisioni più tempestive da parte di enti pubblici, gestori e operatori specializzati.
Progetto PERIVALLON: individuare le discariche abusive
Un esempio significativo arriva dal progetto PERIVALLON, finanziato nell’ambito di Horizon Europe, a cui partecipa anche il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. Il progetto utilizza intelligenza artificiale, immagini satellitari e immagini acquisite da drone per individuare discariche abusive e siti di smaltimento illecito dei rifiuti. Secondo il Politecnico di Milano, la soluzione sviluppata consente di identificare queste aree con un’accuratezza superiore al 90%, accelerando le attività di indagine ambientale e il controllo su larga scala del territorio.
Il valore non sta soltanto nella possibilità di osservare dall’alto, ma nella creazione di una catena integrata del dato. Le immagini satellitari permettono di osservare grandi estensioni territoriali, gli algoritmi di AI individuano pattern, anomalie e possibili segnali di rischio, mentre i droni possono intervenire per acquisire immagini ravvicinate e ad alta risoluzione, utili alla verifica e alla documentazione del caso. Nel progetto PERIVALLON, questa logica integra dati di osservazione della Terra, flussi video da UAV/SAPR, informazioni da fonti aperte e documentazione amministrativa in una piattaforma pensata per supportare il contrasto ai crimini ambientali.
Infrastrutture: dal dato al controllo operativo
Lo stesso modello integrato trova applicazione anche nel monitoraggio delle infrastrutture. Il progetto ESA 5GBRAINS, sviluppato nell’ambito delle soluzioni per infrastrutture e smart city, combina sensori, AI, droni e dati satellitari per offrire una visione in tempo reale dello stato di salute strutturale dei ponti nell’area di Torino. Il sistema raccoglie dati dinamici e statici, li analizza attraverso algoritmi di intelligenza artificiale e, in presenza di anomalie, può attivare l’impiego di droni per un’ispezione visiva immediata.
Un esempio concreto di questa evoluzione arriva anche dalla news Dronitaly dedicata a “Droni e intelligenza artificiale sul Monte Bianco per il monitoraggio delle infrastrutture”. A Courmayeur, nelle aree a protezione del Traforo del Monte Bianco, Autostrade dello Stato e SITMB hanno sperimentato l’impiego di droni, intelligenza artificiale e piattaforme digitali per il controllo del territorio e la prevenzione dei rischi. In particolare, i droni sono stati utilizzati per acquisire immagini ad alta risoluzione di pareti rocciose e reti paramassi, successivamente elaborate attraverso algoritmi di AI a supporto dell’analisi delle condizioni delle aree monitorate.
Questa prospettiva sposta il drone da semplice strumento di rilievo a componente di un’infrastruttura informativa più ampia. Il suo ruolo diventa particolarmente rilevante quando serve raccogliere dati in aree difficili da raggiungere, ridurre l’esposizione degli operatori, documentare situazioni complesse o integrare informazioni provenienti da fonti diverse.
Scalabilità e sicurezza delle operazioni
Alla dimensione tecnologica si affianca il tema della scalabilità delle operazioni. Perché droni, AI e dati geospaziali possano diventare strumenti ordinari di monitoraggio, le missioni devono essere sicure, interoperabili e compatibili con lo spazio aereo. In questa direzione si inserisce il progetto europeo SESAR SAFIR-Ready, che ha validato una soluzione di detect-and-avoid capace di tenere conto anche del geofencing, integrando Remote ID, command-and-control e consapevolezza del traffico. L’obiettivo europeo è abilitare operazioni UAS sempre più sicure e automatizzate, in un ecosistema U-space capace di supportare applicazioni come logistica, ispezione infrastrutturale e risposta alle emergenze.
A Dronitaly il confronto su dati satellitari, SAPR e monitoraggio ambientale
Il monitoraggio ambientale è uno degli ambiti in cui l’integrazione tra tecnologie diverse mostra con maggiore evidenza il proprio valore. Non si tratta più solo di acquisire immagini dall’alto, ma di combinare droni, dati satellitari, sensori e strumenti di analisi per leggere il territorio in modo più completo e tempestivo.
Questo tema ha trovato un approfondimento tecnico nel convegno “Prospettive di integrazione attuali e potenziali di dati satellitari e da SAPR”, promosso da AIT nell’ambito di Dronitaly 2026. L’incontro ha messo al centro il rapporto tra telerilevamento, dati satellitari, acquisizioni da SAPR, GeoAI e sensori multispettrali e iperspettrali, evidenziando anche un punto decisivo: l’alta risoluzione del dato non basta, se non è accompagnata da corretta calibrazione, qualità dell’acquisizione e capacità di integrazione con altre fonti informative.
A questa cornice tecnico-scientifica si collega il convegno ISPRA/SNPA “I nuovi ‘occhi’ del monitoraggio ambientale: come l’innovazione tecnologica supporta le attività istituzionali di osservazione della Terra”, dedicato al ruolo dei droni nel Sistema Nazionale di Protezione Ambientale. Le applicazioni presentate dalle ARPA/APPA e da ISPRA mostrano l’utilizzo degli UAS in attività concrete di monitoraggio e controllo: ispezioni presso installazioni soggette ad AIA, monitoraggio delle discariche, rilevamento del metano, analisi costiere e rilievi in aree di frana.
In questo quadro, il valore non risiede solo nella raccolta del dato, ma nella capacità di integrarlo, interpretarlo e trasformarlo in informazione utile per decisioni tecniche e istituzionali. È qui che i SAPR assumono un ruolo strategico: non come strumenti isolati, ma come parte di sistemi più ampi di osservazione, controllo e gestione del territorio.
Dal monitoraggio all’azione
Dalle discariche abusive ai ponti, dalle aree urbane ai contesti industriali, il punto non è più chiedersi se i droni possano contribuire al controllo del territorio. La domanda oggi è come integrarli in sistemi capaci di produrre dati affidabili, leggibili e utilizzabili. Satelliti, AI, sensori e UAV non sostituiscono le competenze tecniche e istituzionali: le rafforzano, offrendo strumenti più rapidi e precisi per prevenire rischi, pianificare interventi e proteggere ambiente, infrastrutture e comunità.
In questa direzione, Dronitaly rappresenta uno spazio di confronto concreto per chi sviluppa tecnologie, per chi le utilizza sul campo e per chi deve trasformare l’innovazione in procedure operative, servizi e decisioni.
Fonti
- PERIVALLON / Politecnico di Milano – IA, satelliti e immagini da drone per individuare discariche abusive: https://www.deib.polimi.it/ita/notizie/dettagli/1423
- ESA Space Solutions – 5GBRAINS: https://business.esa.int/projects/5gbrains
- SESAR Joint Undertaking – SAFIR-Ready validates geofence-aware detect-and-avoid system: https://www.sesarju.eu/news/safir-ready-validates-geofence-aware-detect-and-avoid-system-drone-test-campaign
- Dronitaly – Droni e intelligenza artificiale sul Monte Bianco per il monitoraggio delle infrastrutture: https://www.dronitaly.it/it/News/Ultime-News/Droni-e-intelligenza-artificiale-sul-Monte-Bianco-per-il-monitoraggio-delle-infrastrutture
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