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Intervista a Maurizio Paggetti di ENAV

2021-11-29T17:04:18+01:00 29 Novembre 2021|

Intervista al Chief Operating Officer di ENAV e Amministratore Delegato di D-Flight, Maurizio Paggetti.

Il mondo dei droni ha superato ormai la soglia del mero ricreativo, generando nuove aspettative. Come si colloca in questo scenario ENAV con la controllata D-Flight?

Parliamo di un mondo in continua evoluzione e che ha visto nella sperimentazione di questi anni passi avanti nell’erogazione di servizi sempre più a valore aggiunto.

Come ENAV e D-Flight siamo impegnati in questo senso nella realizzazione dello U-Space in Italia, elemento necessario per lo sviluppo in sicurezza ed economicamente sostenibile dell’intero settore.

Questa nuova realtà abbraccia peraltro lo scenario della Urban Air Mobility, che mette a contatto due Layer fondamentali come il controllo del traffico convenzionale e quello dedicato ai droni. Lavoriamo all’armonizzazione dei sistemi cercando di ottimizzare l’infrastruttura “spazio aereo” con processi di innovazione e tecnologie all’avanguardia.

La visione dell’aviazione vent’anni fa vedeva dei soggetti ben definiti. Attualmente, anche in contesti di diffusa intermodalità, i droni, rappresentano uno spartiacque?

L’evoluzione ci porta ora a dover considerare questo nuovo aspetto, sia per i droni dedicati al trasporto merci o per esempio al monitoraggio infrastrutture, sia per il trasporto delle persone su distanze ridotte anche a 35-40 chilometri. L’armonizzazione e l’integrazione dei nuovi velivoli con quelli tradizionali è una delle più importanti sfide per ENAV.

Possiamo quindi introdurre il concetto di Urban Air Traffic Management?

Assolutamente si. La specificità delle operazioni, gli investimenti sulla tecnologia a l’automazione del volo ci spingono verso questi orizzonti. Unendo queste capacity ad un sistema di regole certe, saremo in grado di orientare anche gli investimenti sia di natura tecnologica che di evoluzione del business, elemento al quale gli stakeholder guardano con grande attenzione.

La capacità quindi di avere una vision del settore che cambia e la mission di adeguare alle nuove esigenze di traffico le infrastrutture e le collaborazioni tra enti è alla base del successo di questa affascinante sfida.

L’integrazione delle operazioni potrà avvenire in maniera sicura ed efficace solo se sostenuta dall’integrazione dei servizi, elemento abilitante degli scenari in via di definizione e realizzazione, attraverso l’evoluzione del contesto normativo nazionale ed europeo e tecnologico.