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La Royal Navy testa i droni per il soccorso in mare

2021-07-15T17:06:09+02:00 15 Luglio 2021|

Gli esperti della Royal Navy testano l’uso di sistemi a pilotaggio remoto al fine di individuare il personale caduto in acqua.

La Royal Navy ha sperimentato l’utilizzo dei droni per salvataggio in mare che siano in grado anche di rilasciare attrezzature salvavita. Questi mezzi, oltre quindi ad essere utili per individuare le persone in difficoltà in acqua, saranno utilizzati per rilasciare i primi strumenti di soccorso.

I droni oggetto di questa sperimentazione sono i modelli Minerva in genere utilizzati per il trasporto dei carichi pesanti che i membri del team NavyX hanno attrezzato per queste attività di soccorso.

I primi test sono stati effettuati sia presso la Royal Navy’s Diving School a Horsea Island che su una barca civile grazie anche al contributo del Defence Equipment and Support (DE&S) e le società Malloy Aeronautics e Planck Aerosystems.

Il drone utilizzato durante le sperimentazioni è riuscito ad individuare un manichino nelle acque dell’isola di Horsea e ha poi rilasciato un pacchetto prova che, in futuro, sarà corredato di elementi utili per il primo intervento come per esempio una zattera o un salvagente. Sarà poi ovviamente utile per segnalare l’esatta posizione della persona in difficoltà.

Si tratta di uno dei tanti impieghi nel settore del pronto intervento e della ricerca di dispersi che vedono l’impiego dei droni come un elemento sempre più importante.

Il vantaggio dell’utilizzo dei droni per salvataggio e sicurezza in mare è soprattutto di carattere temporale: grazie al loro utilizzo si può infatti arrivare all’individuazione rapida dei soggetti bisogni di intervento, riuscendo quindi ad organizzare i soccorsi con estrema rapidità e precisione. In questo caso i primissimi aiuti arriverebbero addirittura tramite il drone stesso.

Durante i primi test i droni sono stati controllati direttamente dalle navi in movimento, successivamente poi si è testato l’impiego di un tappetino attaccato al ponte della barca in modo che, una volta decollato, i droni avrebbero potuto utilizzare i loro sistemi di bordo per individuare esattamente il punto dove atterrare.

Un ulteriore esempio dell’utilità della tecnologia nella gestione delle emergenze.

Fonte: sUAS News