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Droni per la lotta agli incendi: il futuro?

2021-04-29T11:29:39+02:00 29 Aprile 2021|

Elena Ausonio del DIME dell’Università di Genova, insieme a Patrizia Bagnerini e Marco Ghio, ha studiato l’uso di sciami di droni per la lotta agli incendi boschivi.

Gli incendi boschivi sono un problema crescente in varie regioni del mondo. A causa del cambiamento climatico e delle mutevoli condizioni del paesaggio, c’è un aumento del rischio di incendi e incendi boschivi più frequenti con impatti significativi sulla natura e sulle persone. Quasi tutti i continenti hanno sperimentato grandi incendi negli ultimi anni che erano impossibili o difficili da controllare con i metodi convenzionali di lotta agli incendi.

Elena Ausonio del Dipartimento di Ingegneria Meccanica (DIME) dell’Università di Genova, insieme a Patrizia Bagnerini e Marco Ghio, ha studiato l’uso di sciami di droni per la lotta agli incendi boschivi.

Lo studio, Drone Swarms in Fire Suppression Activities: A Conceptual Framework, delinea come i droni potrebbero combattere gli incendi o supportare i metodi convenzionali di lotta agli incendi. I ricercatori propongono un sistema composto da uno sciame di droni, ciascuno in grado di trasportare un carico utile tra 5 e 50 chilogrammi. I droni funzionerebbero come un sistema unificato, seguendo una rete a griglia per eseguire i loro compiti individuali. A questo proposito, lo sciame di droni ha vantaggi significativi rispetto ai metodi convenzionali di lotta agli incendi aerei, come elicotteri o aerei, come descrive Elena Ausonio:

“Uno sciame di droni che utilizza una piattaforma di servizio riposizionabile potrebbe essere dispiegato istantaneamente consentendo una risposta rapida, in tutte le condizioni di visibilità, senza la necessità di un bacino idrico disponibile nelle vicinanze. Si consideri che nella maggior parte dei paesi, per motivi di sicurezza, gli aerei antincendio possono volare solo durante il giorno e sono in grado di eseguire un numero limitato di gocce d’acqua all’ora a causa della distanza da un sito di rifornimento d’acqua.
Un’altra caratteristica essenziale è che uno sciame di droni è una vera soluzione senza pilota: i droni non rischiano la vita dei piloti di aerei e degli equipaggi antincendio, che spesso devono operare in condizioni di notevole pericolo. È un sistema preciso e flessibile perché i piani di volo, le aree mirate, ecc. possono essere accuratamente delineati e modificati in tempo reale con l’evolversi delle condizioni dell’incendio. Ultimo ma non meno importante, una soluzione basata su uno sciame di droni può essere facilmente scalata per soddisfare specifiche esigenze di emergenza”.

Inoltre, lo sciame di droni potrebbe avvantaggiarsi del cosiddetto effetto pioggia. Siccome l’evaporazione dell’acqua contribuisce significativamente allo spegnimento, l’uso distribuito dell’acqua antincendio può essere più efficace di un solo punto di rilascio. Tale effetto pioggia può essere simulato dalle numerose piccole unità di uno sciame.

Affinché uno sciame di droni funzionale possa essere usato efficacemente per la lotta agli incendi, devono essere soddisfatti requisiti complessi. Oltre ai droni che lavorano insieme con successo, deve anche essere possibile caricare o sostituire automaticamente le batterie dei droni e rifornirli di liquido estinguente. In aggiunta c’è il rapido dispiegamento dello sciame di droni in un’unità mobile, come un camion o una stazione base vicino all’area dell’incendio. Lo studio dipinge un quadro positivo per l’uso futuro degli sciami di droni per lo spegnimento degli incendi. Gli sciami di droni automatizzati sarebbero veloci e flessibili da distribuire e potrebbero aiutare a contenere il fuoco rapidamente, specialmente per gli incendi più piccoli. È anche abbastanza concepibile che gli sciami potrebbero essere utilizzati per integrare i metodi convenzionali di lotta agli incendi.

La ricercatrice Ausonio è ottimista e spera di vedere più ricerche in questo settore: “Sono sicura che i droni, piccoli, medi e grandi, sono il futuro della lotta agli incendi boschivi. Certo, molti studi e sperimentazioni sono ancora necessari, ma per me sono evidenti i grandi vantaggi che il loro uso può fornire. Negli ultimi anni, c’è stato un significativo progresso tecnologico che suggerisce che vedremo sciami di droni spegnere gli incendi entro questo decennio“.

Potrebbe essere che l’uso di sciami di droni per combattere gli incendi di boschi e cespugli sia solo l’inizio di una trasformazione nella lotta agli incendi.

In aggiunta, la ricercatrice Ausonio afferma che gli sciami di droni potranno essere usati anche per combattere gli incendi nelle aree urbane:

Immagino l’uso dei droni antincendio nelle città e nelle aree urbanizzate e popolate. Penso che sarebbero molto adatti per affrontare gli incendi nelle costruzioni, in particolare ai piani superiori degli edifici dove i vigili del fuoco con i loro veicoli di terra avrebbero più difficoltà ad operare. I droni potrebbero non solo estinguere le fiamme all’interno delle stanze più vicine alle aperture perimetrali sulle facciate, ma anche portare materiale di supporto antincendio a coloro che potrebbero essere rimasti intrappolati nell’edificio, come coperte antincendio o paracadute.

Sarebbero anche uno strumento prezioso in caso di incendi a strutture vulnerabili che non potrebbero sopportare elevati sovraccarichi, come il peso delle gocce d’acqua da elicotteri e Canadair. Penso ad esempio all’incendio che ha distrutto il Teatro La Fenice di Venezia nel 1996 e all’incendio di Notre Dame de Paris nel 2019. Alcune aziende e start-up che sperimentano in questo campo hanno già fatto i primi tentativi, ma il sistema da noi ipotizzato, grazie alla sua autonomia, potrebbe rispondere rapidamente alle richieste di intervento e agire in modo continuo ed efficiente.

Fonte: Dronelife