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Mercato in ripresa entro il 2023. Le imprese ci credono

2021-02-18T11:14:46+01:00 18 Febbraio 2021|

I dati dell’Osservatorio Droni del Politecnico di Milano per il 2020

Lo scorso 16 febbraio si è svolto in diretta streaming il convegno “Droni: fare sistema per un maggiore sviluppo“, a cura dell’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano. L’evento online è stato l’occasione per presentare i risultati della ricerca sul mercato dei droni per l’anno 2020, l’anno del Covid.

Il mercato professionale dei droni ha registrato, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio, un calo del 38% pari a un valore di 73 milioni di euro a fronte dei 117 milioni del 2019, rallentandone il decollo. Tuttavia, dato confortante, l’80% delle imprese sembrerebbe guardare con ottimismo ai prossimi tre anni, prospettando una forte crescita sulla spinta sia dell’evoluzione normativa che dei nuovi player di mercato.

Marco Lovera, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Droni e componente del Comitato Scientifico di Dronitaly, ha affermato: “Il 2020 è stato un anno difficile per un mercato ancora emergente, composto prevalentemente da startup e piccole imprese e già messo alla prova dalle variazioni normative e dalla mancanza di una piena consapevolezza dei vantaggi di questa tecnologia. Il settore, però, non ha subito danni irreversibili e le prospettive future sembrano molto positive. L’evoluzione che ci aspettiamo nei prossimi anni passerà attraverso la concentrazione del mercato, l’ingresso di imprese da settori attigui e l’apertura ai mercati internazionali. Per farsi trovare preparate le imprese dovranno stringere collaborazioni con altre organizzazioni (imprese e/o enti pubblici) e fare sistema attorno a innovazioni tecnologiche e applicative”.

Paola Olivares, Direttrice dell’Osservatorio Droni, rispetto all’emergenza Covid-19 ha voluto sottolineare come questa “..ha portato molti enti regolatori a derogare alle normative vigenti snellendo gli iter autorizzativi e concedendo deleghe agli attori locali per far fronte velocemente alle esigenze dei propri territori. Lo sviluppo normativo dei prossimi anni indubbiamente beneficerà di queste sperimentazioni. Per poter dare ulteriore impulso alle applicazioni sarà necessario riconciliare la discontinuità creata dall’apertura ad attività locali e creare ecosistemi capaci di mettere in campo tutte le competenze necessarie per spingere il settore verso una maggiore crescita”.

Il convegno ha offerto un focus particolareggiato a tre grandi aree di applicazione:

  1. Oil & Gas -> in quest’ambito procedono speditamente e si consolidano servizi quali ispezioni, monitoraggio di emissioni e analisi dei dati con un accento, per il prossimo futuro, a ciò che è stata definita “robotizzazione sostenibile”, senza dimenticare l’integrazione tra sistemi.
  2. Logistica -> non soltanto droni fattorino, i più a balzare agli onori della cronaca unmanned, quanto piuttosto logistica intesa come insieme di attività di controllo, gestione e monitoraggio di stabilimenti e magazzini (controllo inventari, safety e security) con un occhio alla logistica di cantiere in ambito Real Estate (dalla fase di progettazione alla sua consegna)
  3. Advanced Air Mobility -> l’ambito di maggiore prospettiva e interesse che guarda sia al trasporto di persone che al trasporto merci. La Urban Air Mobility vede nel 2021 il suo anno di maturazione e di prime concrete realizzazioni, con la fine di molte sperimentazioni, anche se da parte di poche grandi aziende. Sicuramente in fase più avanzata è la Urban Air Delivery, con l’italiana Leonardo tra i top player più attivi del mercato.

Interessante infine la parte dedicata alla Pubblica Amministrazione. Se da un lato il Comune di Torino e di Milano sono già da diversi anni utilizzatori dei droni, restano ancora pochissimi i comuni italiani che oggi decidono o hanno competenze sufficienti a implementare l’uso dei droni al loro interno.

Fonte: comunicato Osservatorio Droni