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Ispezioni unmanned al reattore 5 di Chernobyl

2020-11-25T10:21:45+01:00 28 Novembre 2020|

Nessuna presenza di scorie nucleari a 34 anni dal disastro

Esattamente un anno fa Flyability – compagnia svizzera specializzata in operazioni di ispezioni indoor e di spazi confinati – ha collaborato con DroneUA (autorità Ucraina) per condurre una missione presso la centrale nucleare di Chernobyl con l’obiettivo di determinare se i rifiuti nucleari fossero presenti in uno dei reattori dismessi della centrale, luogo del tragico disastro avvenuto nell’aprile del 1986.

Al momento del disastro, il quinto blocco della centrale di Chernobyl era in costruzione e in fase di completamento. Da allora non è stato mai accertato se le piscine di contenimento del Reattore 5 avessero mai ricevuto le barre di combustibile all’uranio impoverito per le quali erano state prodotte.

Il drone Elios 2 è comunemente utilizzato per le ispezioni nelle centrali nucleari , dove può contribuire a migliorare la sicurezza e ridurre significativamente i tempi di consegna (ovvero, il tempo di fermo dell’impianto per ispezione e manutenzione). Tuttavia, questa è stata la prima volta che un drone Flyability è stato coinvolto negli sforzi per disattivare una centrale nucleare.

La missione di Chernobyl è stata stressante, perché il muro su cui dovevamo sorvolare era alto 70 metri [230 piedi], quindi non c’era modo di riavere il drone se il segnale fosse stato perso“, afferma Charles Rey, Training Manager di Flyability e uno dei leader della missione. “Ma la missione è stata un grande successo e i responsabili di Chernobyl erano molto contenti del video e delle immagini che siamo stati in grado di raccogliere all’interno del Reactor Five“.

Nonostante la solidità del reattore, l’accesso alle aree interne destinate a magazzino di scorie nucleari risultava impossibile data l’altezza degli ingressi rispetto al suolo. Per portare a termine la missione, i piloti di Flyability si sono posizionati al centro del reattore, in un’area profonda circa 25 metri, una posizione che sarebbe stata inaccessibile se il reattore fosse stato ancora attivo. 

Alla fine, i dati raccolti dal drone sono stati sufficienti per determinare l’assenza di scorie nucleari all’interno del reattore, le cui piscine sono risultate vuote. Si tratta di risultati molto significativi, dal momento che mai prima d’ora era stato possibile provare che le piscine di contenimento fossero vuote. A seguito della missione, il team di smantellamento di Chernobyl ha pianificato di includere le prove visive raccolte da Elios 2 in un rapporto presentato alle autorità internazionali sullo stato dei reattori della centrale.

Fonte: flyability.com