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Tim Smart Agriculture: droni in vendemmia

2020-10-29T11:15:22+01:00 29 Ottobre 2020|

Sensori, 5G, IoT nella piattaforma Tim per l’agricoltura 4.0

A settembre, alla cantina piemontese Voerzio Martini, in provincia di Cuneo, la Tim ha effettuato il suo primo test per la digitalizzazione delle aree rurali. Si tratta della prima tappa del progetto Tim Smart Agriculture, nato per portare le innovazioni e i vantaggi dell’Internet of Things nelle campagne italiane. Tim ha stretto già due importanti accordi, con Coldiretti e Confagricoltura, per diffondere il progetto sul territorio nazionale.

Nei vigneti dell’azienda vitivinicola Voerzio Martini sono stati installati dei sensori dotati di scheda sim che in tempo reale inviano in 5G dati raccolti sulla bagnatura delle foglie, sull’umidità dell’aria, sulla velocità del vento e altri parametri a una piattaforma di analisi ad hoc e memorizzati su blockchain Tim, visualizzabili su tablet.

Al Sole 24 Ore Michele Gamberini, Chief Technology & Information Officer di Tim, ha dichiarato «La nostra è una piattaforma che mette in grado direttamente il cliente di utilizzare le applicazioni. L’approfondimento delle conoscenze vitivinicole viene fatto preventivamente, la parte consulenziale è già inclusa nella piattaforma». 

Mirko Martini, che gestisce l’azienda vitinivicola e le vigne insieme alla sorella ha voluto sottolineare come la piattaforma Tim consenta di saltare un passaggio intermedio: «La differenza rispetto al sistema che ho io è che per accedere a questi servizi devi rivolgerti a uno studio di agronomi. Loro installano la tecnologie, loro raccolgono i dati e poi ti forniscono, a pagamento, il servizio di consulenza su come ottimizzare l’intervento nei campi. Il modello Tim, invece, prevede direttamente la fornitura dei dati». 

Per il progetto Tim utilizza app e tecnologia sviluppata dai suoi partner: come Olivetti, digital farm del gruppo Tim per le soluzioni Iot, Seikey per i droni e Auroras per i sensori. Ma il cuore del sistema resta il 5G, con i dati che vengono analizzati attraverso l’intelligenza artificiale. 

Fonte: Sole24Ore – varie web