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Distretti aerospaziali, nessuno deve rimanere indietro

29 Lug 2016

Lqueensa notizia: Annastacia Palazczuk, primo ministro del Queensland, ha annunciato un accordo di cooperazione con l’americana Boeing al fine di progettare e mettere alla prova nuove tecnologie unmanned. La cifra stanziata è minima, un milione di dollari, per ora anche la ricaduta, cento posti di lavoro disseminati in numerose realtà; i settori che ne potrebbero beneficiare i soliti: sorveglianza, agricoltura, telecomunicazioni, ricerca e salvataggio. Tuttavia il progetto è importante perché seppure nel Queensland la tecnologia degli Uas oggi sia un terzo di quella dell’intera Australia, la regione ha bisogno di migliorare l’efficienza del grande lavoro necessario per controllarne il territorio e lo spazio aereo, soltanto parzialmente coperto da radar. La somma di un milione arriva da un totale di dieci che il ministro per l’innovazione Leeanne Enoch ha prelevato direttamente da quanto ha a disposizione per le attività finanziate dal Governo nel 2016 e rientranti nel piano di sviluppo delle attività aerospaziali che terminerebbe nel 2020 con la trasformazione del Queensland nel più grande distretto aerospaziale dell’area asiatico-pacifica. 567150-drones

Oltre ad essere tra le aree geografiche più afflitte da tentativi di immigrazione clandestina e migrazioni, quindi da sorvegliare, che cosa hanno capito gli australiani? Che in questa nuova aviazione è necessario sperimentare molto più del previsto. Il fatto che a bordo degli aeromobili a pilotaggio remoto non ci siano esseri umani non rappresenta una semplificazione come invece molti ancora oggi pensano, bensì costituisce la base per ripensare completamente forme, configurazioni, possibilità operative e prestazioni, prima ancora di parlare di sensori e sistemi di controllo e gestione. Una chiave di lettura che agli italiani non è sfuggita, stanti i molti progetti avviati. C’è però un rischio: che l’attuale organizzazione della nostra aviazione non consenta ai progettisti di sperimentare liberamente quanto occorre. Almeno se non ti chiami Leonardo Finmeccanica. Ecco, il nostro rischio è questo: invidiare al Queensland il grande spazio a disposizione con la possibilità di usarlo anche se lavori in una startup da due persone.

 

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