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Droni per monitorare la radioattività

2021-05-31T11:39:24+02:00 31 Maggio 2021|

l’azienda Sabca e il centro di ricerca sul nucleare SCK-CEN hanno avviato un progetto per monitorare la radioattività di installazioni nucleari mediante droni.

In Belgio è partito un progetto che prevede l’utilizzo di droni per monitorare la radioattività di installazioni nucleari o siti contaminati del paese. Il progetto è frutto della collaborazione tra l’azienda Sabca, produttore belga di apparecchiature aeronautiche, e il centro belga di ricerca sul nucleare SCK-CEN.

L’idea parte dal concetto che i droni sembrano ideali per effettuare ispezioni su siti nucleari delicati o luoghi dove è presente una possibile radioattività, poiché possono garantire una protezione completa del personale e un grado di affidabilità dei dati ricavati veramente alto.

Da qui l’intuizione di utilizzarli anche per effettuare misurazioni radiologiche nell’ambito di programmi convenzionali di monitoraggio della radioattività su determinati siti, progetti di smantellamento di reattori nucleari o anche in caso di piani di smantellamento di reattori nucleari.

Thibauld Jongen, CEO della Sabca ha dichiarato presentando il progetto che “Quello che offriamo è fornire ai clienti non aeronautici soluzioni a livello aeronautico per svolgere al meglio le loro operazioni. Non si tratta necessariamente di fare cose nuove, ma di farle in modo più efficiente e, se possibile, più economico”.

Attualmente queste tipologie di ispezioni vengono svolte sia da operatori fisicamente presenti sul luogo che attraverso l’utilizzo di elicotteri. Ovvio è quindi il dispendio dal punto di vista economico e temporale ma soprattutto anche l’alto grado di rischio cui sono esposti gli addetti ai lavori, aspetti che saranno sicuramente migliorati grazie all’impiego dei droni.

Un altro vantaggio non indifferente dell’impiego dei droni per monitorare la radioattività sta nella flessibilità che caratterizza questi mezzi e la rapidità della restituzione delle informazioni. Grazie ai droni è infatti possibile raggiungere e mappare luoghi inaccessibili al personale umano o agli elicotteri e i dati raccolti vengono inviati in tempo reale ai ricercatori. L’idea è che sia addirittura possibile che i droni possano essere impiegati per monitorare situazioni di incedenti radioattivi al loro verificarsi.

Per questo progetto Sabca impiega due tipologie di droni: un drone ad ala fissa con un’autonomia di volo fino 12 ore e un multirotore in grado di trasportare rilevatori leggermente più pesanti progettati per misurare la radioattività contando i lampi di luce causati dall’incidenza delle radiazioni ionizzanti.

Fonte: Droneblog