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Droni autonomi per la ricerca di siti di impatto meteorico

2021-07-15T17:40:23+02:00 15 Luglio 2021|

I droni sono programmati per effettuare un volo sulla zona interessata e scattare immagini sistematiche del suolo su un’ampia area di rilevamento

Sono circa 500 al giorno i meteoriti che i riescono a sopravvivere all’infuocato viaggio attraverso l’atmosfera terrestre e cadono sulla superficie del nostro pianeta, ogni tanto anche passando sulle nostre teste. Secondo i ricercatori, la maggior parte di questi frammenti sono comunque piuttosto piccoli e meno del 2% viene recuperato. Molto spesso, infatti, la maggior parte finisce negli oceani o in aree remote e inaccessibili.

Molto presto, tuttavia, ci potrebbe pensare un robot alla loro identificazione e al loro recupero. Alcuni ricercatori, infatti, hanno sviluppato un sistema di ricerca tramite droni autonomi che utilizzano l’apprendimento automatico per rilevare i meteoriti più piccoli nei luoghi d’impatto (precedentemente tracciati tramite radar Doppler, telecamere all-sky o anche telecamere di sicurezza e dashcam) o inaccessibili.

I droni sono programmati per effettuare un volo sulla zona interessata e scattare immagini sistematiche del suolo su un’ampia area di rilevamento. Successivamente, l’intelligenza artificiale viene utilizzata per cercare tra le immagini e identificare potenziali meteoriti

Questa tecnologia utilizza un mix di reti neurali convoluzionali, uno degli algoritmi di Deep Learning più utilizzati oggi nella computer vision, per riconoscere i meteoriti sulla base di immagini visionate in fase di addestramento, sia immagini online che riprese di frammenti in possesso dei ricercatori. L’addestramento aiuta l’IA a distinguere rocce spaziali e pietre ordinarie, in diverse forme e su varie condizioni del terreno.

I risultati, tuttavia, non sono impeccabili. C’è stata una missione di prova a Walker Lake, in Nevada, conclusa con successo ma anche alcuni falsi positivi. Ovviamente, ci vorrà un po’ di tempo prima che i droni riescano ad essere abbastanza affidabili da poter fornire risultati accurati.

Questa tecnologia, qualora si dimostrasse affidabile, potrebbe spianare la strada a ulteriori applicazioni per la scienza spaziale aiutando gli scienziati a individuare, e potenzialmente a recuperare, meteoriti troppo piccoli o troppo lontani. Questo, a sua volta, potrebbe aiutare a individuare le fonti da cui sono state generate e identificarne la loro composizione.

I ricercatori hanno affermato che la possibilità di studiare meteoriti appena caduti è cruciale nel determinare quale famiglia di asteroidi potrebbe aver prodotto i detriti e se questi provenissero da un particolare evento di collisione.

Fonte: HDBlog