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Droni e Servizio Idrico Integrato, l’esperienza di BrianzAcque

2021-02-04T11:44:44+01:00 4 Febbraio 2021|

Il contributo dei droni nell’attività di monitoraggio

A fine 2020, Cornelia Di Finizio, Coordinatrice Ufficio Progettazioni Innovative – Settore Progettazione e Pianificazione Territoriale – di BrianzAcque srl ha rilasciato un importante contributo per la rivista online Servizi a Rete, avendo modo di raccontare e spiegare il ruolo centrale del Servizio Idrico Integrato nell’attuazione di strategie e attività volte al censimento e controllo degli scarichi, in collaborazione con le Autorità competenti.

In questa attività di monitoraggio i droni giocano un ruolo da protagonisti nel progetto BrianzaStream, sviluppato tra il 2017 e il 2019 con l’obbiettivo di rendere raggiungibili anche le aree inaccessibili restituendo un output disponibile per tutti grazie alla raccolta dati mediante video e immagini.

Il drone infatti restituisce un dato completamente digitalizzato, georeferenziato e declinato in diversi formati, quali shapefile vettoriali, fotografie e videoriprese sferiche VR-360°, fotografie e riprese 2D, monografie per ciascuno scarico, con classificazione e caratterizzazione.

Il grande vantaggio di una restituzione digitalizzata – sottolinea Di Finizio – è la facilità di overlapping con informazioni digitali, come autorizzazioni storiche, cataloghi ed estrazioni da database complessi, oltre alla possibilità di agili sovrapposizioni di strati informativi territoriali anche con strumenti GIS opensource. Analogamente, i video e le fotografie rappresentano una risorsa preziosa per l’osservazione e il monitoraggio anche dello stato degli alvei nel tempo.

Il metodo “BrianzaStream” è stato recentemente adottato da Regione Lombardia per un importante progetto di censimento lungo tutta l’asta del Seveso, che al termine vedrà quasi 100 km di corso idrico ispezionato, fotografato e filmato, a dimostrazione che gli APR sono ormai da considerarsi uno strumento di lavoro prezioso e con cui familiarizzare sempre più.

È necessario però – puntualizza Di Finizio – uno sforzo dei professionisti nel ridurre la complessità degli output, prevedendo restituzioni tailor-made, cercando di approfondire quali siano realmente gli elementi strettamente utili al proprio committente, senza rovesciare sulle committenze terabyte di dati, materialmente impossibili da gestire e comprendere. Analogamente, deve esserci un’apertura, più culturale che tecnica, verso un nuovo approccio al dato da parte delle Committenze, abbandonando i rassicuranti binari noti, per provare nuovi percorsi, sicuramente impegnativi nella fase iniziale, ma con potenzialità immense sul medio termine.

In conclusione – scrive Di Finizio – i droni sono certamente uno strumento che BrianzAcque intende potenziare, nell’ottica di affinare sempre più l’utilizzo, informandolo alle esigenze specifiche e valorizzando gli output, finalità perseguibile solo attraverso l’attribuzione di un significato al dato, in relazione all’organizzazione.

Fonte: Servizi a Rete