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Pragmatismo e semplificazione

2019-08-30T09:17:09+02:00 10 Dicembre 2018|

Il Punto di Sergio Barlocchetti.

Il Dipartimento di Polizia di New York si sta dotando di una flotta di droni che nelle intenzioni dei dirigenti dovrebbero aiutare gli agenti a combattere il crimine. Gli agenti, oltre ai tre elicotteri già in flotta, avranno così a disposizione anche 14 UAV che cominceranno a operare dal quartier generale del NYPD di Fort Totten, nel Queens.

Avendo il più grande dipartimento di polizia municipale degli Stati Uniti, la polizia di New York deve essere sempre disposta a sfruttare i vantaggi di una tecnologia nuova e innovativa“, ha dichiarato in una nota il commissario James O’Neill. “Il nostro nuovo programma Unmanned Aircraft System fa parte di questa evoluzione e vuole consentire alle nostre polizie altamente qualificate di essere ancora più reattive ed efficienti, permettendo che gli agenti operino anche in modo più sicuro.

La FAA ha impiegato quattro giorni prima di autorizzare le operazioni, il manuale operativo è stato redatto seguendo un modello precompilato e adattandolo alle esigenze di un posto come New York, nel quale ci sono le aree di Central Park ma anche quelle iper-urbanizzate del Bronx.

I droni non saranno utilizzati per le operazioni di pattugliamento quotidiane ma, su richiesta degli ufficiali, per missioni di sorveglianza nella lotta alle attività illegali e negli inseguimenti di automezzi nel traffico. I droni saranno usati anche in occasione di grandi eventi cittadini e per le operazioni di ricerca e soccorso, così come nel caso di civili presi in ostaggio, in modo da poter fruire di una visuale maggiore.

Per poter pilotare e assistere tecnicamente i 14 droni verranno addestrati appositamente 29 agenti che diventeranno i componenti del nucleo UAV. Si tratta di un numero che continuerà a crescere, poiché solo i funzionari addestrati saranno autorizzati a pilotare i quadricotteri, mentre è già chiaro ai dirigenti del corpo che le esigenze dei voli sono destinate ad aumentare. Dei 14 sistemi a pilotaggio remoto, 11 sono quadricotteri DJI Mavic Pro, 2 sono DJI M210 RTK con caratteristiche più adatte a scopi di ricerca e salvataggio, più resistenti agli agenti atmosferici, più grandi e dotati di sensori in grado di fornire termografia e mappatura 3D. Un drone addizionale, e per la precisione un quadricottero DJI Inspire 1, sarà invece utilizzato per l’addestramento pratico dei piloti.

La scelta del NYPD è arrivata dopo aver preso contatti e informazioni presso altre forze governative che già utilizzano i droni, raccogliendo le loro esperienze e confrontandole con le proprie necessità. Chiediamoci se le nostre Forze di Polizia Locali prenderanno esempio dotandosi di strumenti che oggi sono lo stato dell’arte del pattugliamento e delle attività di ricerca e soccorso. Urge  sicuramente e necessariamente una semplificazione normativa, e mentre si attende la definitiva entrata in vigore del regolamento europeo, la nostra autorità aeronautica ha riunito i costruttori di aeromobili leggeri (manned e unmanned) per un workshop sulla semplificazione di determinate procedure.

Cosa è emerso? Che riguardo all’introduzione del regolamento comunitario si applicherà quanto previsto dall’articolo 140 (Norme transitorie) del regolamento 1139/2018, che stabilisce: entro il 12/9/2023 tutte le norme che ancora vengono usate e che sono basate sui regolamenti 216/2008 e 552/2004 devono essere adeguate al 1139. E ancora, che in deroga agli articoli 55 e 56 del 1139, (requisiti essenziali e conformità degli APR), le disposizioni del 216/2008 continuano a essere valide fino all’entrata in vigore del regolamento dedicato. Bisogna anche ricordare che in base all’articolo 70 e 71 del regolamento 201/1138, uno Stato membro può reagire immediatamente a un problema di sicurezza a fronte di giustificati motivi adottando provvedimenti in deviazione a quanto previsto dal regolamento, ma anche che è possibile concedere esenzioni rispetto ai requisiti applicabili per circostanze imprevedibili, ovvero esigenze operative urgenti, fino a un massimo di otto mesi.

Che cosa significa? Che tutto è ancora possibile con l’entrata in vigore del regolamento UE sugli APR, e chi oggi ha investito di tasca propria per istruirsi, che sia un pilota di trecentini o di mezzi più pesanti, vedrà certamente riconosciuti dei crediti, ma potrebbe vedersi raggiunto da nuovi piloti certificati da un semplice corso online. Con buona pace degli istruttori ed esaminatori di pratica.

Professionista del settore aviazione da 26 anni, ingegnere aerospaziale, giornalista professionista e pilota. Ha ricoperto il ruolo di Flight Test Engineer in ambito manned e unmanned, di specialista in avionica e radiofrequenza. Ha fatto parte della redazione del mensile Volare per 18 anni e ha esperienza di pilotaggio su aeromobili leggeri ed executive. Attualmente ricopre l’incarico di project manager nella produzione di droni ed è docente di materie tecniche presso la scuola dell’Aero Club Milano.