<< Dronitaly BLOG

Lucciole per lanterne: giocattoli e ulm scambiati per droni, è psicosi normativa

14 Dic 2015
Il Rutan Model 33 VariEze di Stefano Ferretti in volo foto Volo Sportivo / Asd CAP

Il Rutan Model 33 VariEze di Stefano Ferretti in volo foto Volo Sportivo / Asd CAP

Su questo blog abbiamo da sempre fatto notare che la divisione più importante da fare nel settore Unmanned non fosse tanto quella dell’utilizzo che si intende fare di un Apr, bensì quanto fosse più importante creare un confine preciso tra giocattoli, modelli e droni professionali. E che questo ancora inesistente confine preciso avrebbe rappresentato il vero problema normativo. Non è insolubile e non dipende dalla grandezza, dal peso o dal sensore installato. Si può fare invece limitando il tipo di radiocomando, oppure l’autonomia, direttamente accordandosi con i costruttori. Ebbene, il “bubbone” sta scoppiando e entro questa sera (14 dicembre), vederemo quale direzione avranno preso gli Usa, che per numeri pilotano il mercato consumer.

Due i fatti da segnalare, uno appunto americano, l’altro italiano.

Dave Mathewson, direttore dell’Academy of Model Aeronautics (AMA, la più grande associazione di aeromodellismo degli Usa), ha rilasciato una importante dichiarazione riguardante il comunicato del Dipartimento dei trasporti Usa a proposito delle necessaria registrazione dei sistemi Uas:

“Da membro della task force convocata dalla FAA, la nostra organizzazione è d’accordo con la necessità di registrazione di sistemi a pilotaggio remoto che operino al di fuori di club e delle associazioni di appassionati, ed anche per scopi commerciali; sfortunatamente invece questa normativa impone la procedura anche ai nostri 185.000 iscritti, che hanno sempre operato in perfetta armonia con la comunità aeronautica, e che all’atto dell’iscrizione ad AMA forniscono i loro dati e la base dalla quale operano più frequentemente, impegnandosi a rispettare le regole. Non è mai emerso che un socio AMA sia stato coinvolto in una mancata collisione, inoltre, AMA partecipa attivamente al programma “Know Before You Fly” per diffondere la cultura della scurezza. Eppure l’ultima versione delle raccomandazioni proposte dala Task force FAA, mal interpretata dal dipartimento dei Trasporti,  prevede la registrazione a pagamento di qualsiasi oggetto a controllo remoto che pesi più di 250 grammi, ovvero anche dei giocattoli. E chi ne h più di uno, deve registrarli tutti.

Intanto non vanno meglio le cose in Italia: qualche settimana fa nel cielo delle Marche, un ultraleggero italiano di configurazione canard, in volo in spazio aereo Golf (spazio nel quale non è obbigatorio il contatto radio con gli enti ATS),  ma con il suo pilota Stefano Ferretti saggiamente in ascolto sulla frequenza del Fic di zona, è stato scambiato per un drone da un elicottero che transitava in zona ma a oltre un chilometro di distanza. Nulla di pericoloso, se non che il pilota dell’elicottero avrebbe prontamente trasmesso la presenza del presunto “drone” all’operatore dell’Enav, il quale avrebbe poi certamente riportato l’episodio ai canali ufficiali, da ove queste cose poi finiscono in conti che Enav ed Ansv poi mostrano a enac e alla politica. Fortunatamente, invece, il pilota del “presunto drone”, è intervenuto in radio segnalando la sua identità, posizione, quota e intenzioni, e soprattutto tranquillizzando il collega sull’ala rotante di averlo bene in vista. Ora: passi l’aver visto lucciole per lanterne, ed anche il VariEze è un aeroplano “diverso” (qui sotto un video che lo illustra), ma si sta diffondendo la drone-psicosi?

Il link della FAA per registrare i droni è attivo http://www.faa.gov/uas/registration/

 

2 COMMENTS
  • Nicola Silverio Genco

    Convengo pienamente sulla necessità di definire in modo inequivoco la differenza tra giocattoli, modelli e droni. A partire dalle differenze e dalle limitazioni costruttive.
    Purtroppo non tutti hanno questo interesse ed anche il normatore fatica a porre gli spartiacque.
    Chi si oppone però dovrebbe considerare che bastano pochi incidenti per far crollare il business.
    Il mercato nel settore aereo si è sviluppato grazie al fatto di poter dimostrare che il tasso di incidenti è dimolto inferiore a quello di altri settori di trasporto.
    Dobbiamo convincerci ad esempio che le misure di sicurezza (una di queste è la regolazione) devono essere commisurate al rischio e non all’uso ricreazionale/ professionale.
    Un medesimo multicottero, se usato per uso professionale deve avere polizza assicurativa, se usato per uso ricreazionale non è obbligato. Perché? forse quando pilotato dal non professionista il multicottero non cade? forse il ragazzino che lo conduce è più preparato nel recovery di una situazione d’emergenza?
    Io credo che in mancanza di obbligo assicurativo i genitori del ragazzo neppure immaginano a quali responsabilità vano incontro, in caso di incidente. La legge soprattutto in questo è chiara: gli tocca pagare di tasca propria.
    Anche gli aeromodellisti (persone e attività che stimo molto) dovrebbero fare un passo avanti aderendo all’eventualità di registrazione dei propri mezzi aerei e di connotazione elettronica ove prevista per UAS di stesso rischio. Sappiamo che esistono modelli aventi pesi e prestazioni considerevoli.
    Sinceramente non credo che al primo passaggio normativo la questione si dipanerà: vediamo cosa viene fuori a breve da EASA…

LEAVE A COMENT