Easa, commentiamo la bozza del regolamento

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Easa si è pronunciata. A meno di una settimana dalla conferenza di Riga, ecco apparire sul sito istituzionale dell’Agenzia un comunicato con le linee guida a proposito di Rpas. Tre le categoria, distinte per “tipo di operazioni” che si intende compiere.

La bozza è visibile qui: EASA Concept of Operations 12-03-2015

Non si tratta ancora di una vera nuova norma che standardizza i piccoli Rpas in tutta Europa, ma certamente un insieme di indicazioni su come questa potrà essere. La bozza raccoglie il mandato del ministro dei trasporti UE Violeta Bulc e i concetti espressi a Riga all’inizio di marzo. Le otto pagine (!) pubblicate dall’agenzia parlano di un approccio regolamentare alle operazioni  basato sulla proporzionalità del rischio a loro associato. E non soltanto, contiene alcuni riferimenti importanti che a prima lettura potrebbero non essere così evidenti:

Eccone un sintesi:

2. Background – è riportata la definizione di Rpas come sottocategoria degli UAS, come dalla circolare 328-AN\190 dell’ICAO. Ed anche quella di operatore, inteso come persona o organizzazione coinvolta o che propone operazioni con Rpas . Sempre al paragrafo 2, si dichiara che il numero di operatori europei sia di 2495, cono 114 costruttori accertati di macchine con peso sotto i 150 kg.

3. Concetto di operazioni – riteniamo importante la dichiarazione di livello di sicurezza proporzionale a quello del rischio, ma ancora di più il capoverso 5, dove è scritto “è da ritenersi obsoleto il limite di 150 kg che fa riferimento all’Annesso II del regolamento generale dell’Easa

Al 3.1, dopo aver descritto la “Open category” (VLOS 500m, 150 ALT,  fuori dagli spazi aerei controllati), è chiaramente definito che cosa sia un giocattolo: “massimo 500 grammi, operabile da persone di età inferiore ai 14 anni.”

Al punto 3,2 – categoria delle operazioni specializzate –  per il risk assestment è previsto il riferimento al Jarus WG-7 o all’omologo svizzero Foca-Gallo.

Successivamente, al 3.3, Categoria Certificata, c’è poco da trattare: il livello di sicurezza e standard approvabile sarà quello di un aeromobile convenzionale certificato, anche se Easa dichiara anche che continuerà ad accettare domande di certificazione sopra i 150 kg Mtom, se i mezzi non saranno esclusivamente usati per scopi governativi, o modificati per scopi di ricerca, sperimentazione o scopo scientifico.

Molto interessante il punto 4, che annuncia la creazione di un syllabus e di nuove linee guida addestrative, ed anche, al punto 5, come si intende gestire la spinosa faccenda della privacy, delle frequenze dedicate (era ora!) e dell’assicurazione, che ora non risulta obbligatoria in tutti gli stati per macchine volanti con peso inferiore ai 20 kg (EC 785/2004), peraltro già emendata in Italia.

 

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